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venerdì, 25 luglio 2008
Lionel Loueke


Scoperta della settimana: Lionel Loueke. Chitarrista africano in tour con Herbie Hancock, mi ha deliziato con la sua bravura al concerto di Aosta. Incuriosito sono andato alla ricerca di maggiori info su di lui. Mi piace moltissimo, ha uno stile tutto suo in cui mischia elementi di chitarra classica, jazz e musica della sua terra. Ho già ordinato due suoi dischi e non vedo l'ora che arrivino. Per ora mi godo i video che ho trovato sul tubo.



Gilfema - Tin Min



Lionel Loueke - Virgin Forest



Lionel Loueke Introduces Himself Part 1



Lionel Loueke Introduces Himself Part 2



Sofia Koutsovitis & Lionel Loueke Live at the Adams


www.lionelloueke.com/

Postato da: Uberfolletto a 10:06 | link | commenti (2)

giovedì, 24 luglio 2008
Quante Cose da Scrivere!

Ho così tante cose di cui parlare su queste pagine da non sapere da quale iniziare. E' stata una settimana spettacolare sul fronte musicale, a partire dai dischi che ho comprato per finire ai concerti a cui ho assistito.


 


Tom Waits - 17 Luglio - Teatro degli Arcimboldi, Milano


 



Herbie Hancock - 20 Luglio - Teatro Romano, Aosta


 



Metallica - 22 Luglio - Arena Parco Nord, Bologna


 


Tutti e tre sono stati concerti magnifici, forse tra i migliori del 2008, unici per la magia e per il coinvolgimento. Ma al solito lascerò parlare le immagini e la musica.



Tom Waits - Tour Press Conference



Tom Waits - Eyeball Kid



Herbie Hancock - Aosta



Metallica - Four Horsemen



Metallica - For Whom the Bell Tolls



Metallica - Enter Sandman

Postato da: Uberfolletto a 22:11 | link | commenti

Yes We Can!



Postato da: Uberfolletto a 13:57 | link | commenti

martedì, 15 luglio 2008
Per Tutta l'Estate!


Kid Rock - All Summer Long


Anche se vorrei parlarvi dei miei ultimi approfondimenti: The Black Saint and the Sinner Lady di Charles Mingus, e Volunteers dei Jefferson Airplanes, il tempo è tiranno. Per cui vi lascio con un brano di Kid Rock che ammicca al Rock Americano dei primi anni settanta. E' un bel modo per ringraziare i Lynyrd Skynyrd e Warren Zevon per la loro musica.


It was 1989, my thoughts were short my hair was long

Caught somewhere between a boy and man

She was seventeen and she was far from in-between

It was summertime in Northern Michigan

Ahh Ahh Ahh

Ahh Ahh Ahh



Splashing through the sand bar

Talking by the campfire

It's the simple things in life, like when and where

We didn't have no internet

But man I never will forget

The way the moonlight shined upon her hair



[Chorus:]

And we were trying different things

We were smoking funny things

Making love out by the lake to our favorite song

Sipping whiskey out the bottle, not thinking 'bout tomorrow

Singing Sweet home Alabama all summer long

Singing Sweet home Alabama all summer long



Catching Walleye from the dock

Watching the waves roll off the rocks

She'll forever hold a spot inside my soul

We'd blister in the sun

We couldn't wait for night to come

To hit that sand and play some rock and roll



While we were trying different things

And we were smoking funny things

Making love out by the lake to our favorite song

Sipping whiskey out the bottle, not thinking 'bout tomorrow

Singing Sweet Home Alabama all summer long

Singing Sweet Home Alabama all summer long



Now nothing seems as strange as when the leaves began to change

Or how we thought those days would never end

Sometimes I'll hear that song and I'll start to sing along

And think man I'd love to see that girl again



[Repeat Chorus x2]



Singing Sweet Home Alabama all summer long

Singing Sweet Home Alabama all summer long

Singing Sweet Home Alabama all summer long

Singing Sweet Home Alabama all summer long


Postato da: Uberfolletto a 11:01 | link | commenti

sabato, 12 luglio 2008
In a Silent Way


Più asolto musica Jazz e più mi rendo conto di quanto sia vasto questo oceano e di quanto io poco ne sappia ancora. Molti prima di me hanno tessuto gli elogi di questo disco. Infinite sono le lodi per la perfezione tecnica, la genialità, la bravura di ogni singolo musicista, la regia perfetta di Miles, il tocco magico del produttore Teo Macero.


Già leggere i nomi dei musicisti sul retrocopertina mi spaventa. Tralasciamo il Miles Davis che ventiquattro anni prima si era trovato per caso a St. Louis sul palco insieme a Charlie Parker, Dizzie Gillespie, Billy Eckstine e Sarah Vaughan.

Herbie Hancock, che spero vedrò domenica prossima ad Aosta, Chick Corea, Joe Zawinul a battere sui tasti, Wayne Shorter al Sax, Dave Holland al Basso, Tony Williams spaziale alla batteria, John McLaughlin alla chitarra. Da ragazzi talentuosi sono diventati mostri sacri del Jazz, e tutto questo grazie ai dischi ed agli insegnamenti di Miles.


E se i nomi dei musicisti possono intimorire, la copertina non è da meno. Sono passati i tempi delle sensuali donne d'ebano dei dischi precedenti, è tornato il re, più cupo dello sfondo stesso. Solo quei due occhi bianchi a fissare il cielo.


 


Shhh/Peaceful - 18:16

In a Silent Way / It's About That Time / In a Silent Way  19:52



Poi il disco parte e per un attimo ti lascia senza fiato, come se ti avessero dato un pugno nelle costole. Un'accordo all'organo, la chitarra che suona una nota e subito la batteria incalza, accompagnata da un basso ossessivo. Sopra questo tappeto ritmico scoppia per un attimo il caos, note che si intrecciano senza un legame apparente. Chitarra, organo e piano elettrico che si sovrappongono in un lento intreccio. Una pausa e finalmente la sua tromba compare a tirare i fili e dare una forma al suono.


Una nave che avanza su di un mare nero come l'inchiostro, illuminata a tratti da un faro lontano. Un oceano di suoni cupi ma vitali, sostenuti da un ritmo che ti prende da dentro, dal profondo. Mentre la musica incalza, è quasi impossibile accorgersi che Miles ha lasciato la scena e silenziosamente osserva l'incedere della nave dalla sicurezza della riva. Quando poi la musica sembra perdersi senza direzione, come un faro torna ad illuminare la via.



Miles Davis - It's About That Time


Come ho già scritto non capisco quasi nulla di tecnica. Posso solo parlare delle sensazioni che questo disco mi da, e non sono poche. E' un album che tocca nel profondo chiunque abbia l'animo giusto per ascoltarlo.


E se la prima parte del disco, intitolata Shhh/Peaceful, è un continuo turbinare di suoni, l'apertura e la chiusura della seconda parte, intitolate In a Silent Way, sono un oceano di tranquillità in cui lasciarsi galleggiare illuminati da una luna serena.


E' proprio di questa composizione di Joe Zawinul che mi sono innamorato. Voglio proporvela interpretata da Santana qualche anno dopo, al Fillmore, per farvi capire quale possa essere stata l'influenza di questo brano sul mondo della musica, e non solo per quello che è il Jazz.



Santana - In a Silent Way



Miles Davis - In a Silent Way - 4

Postato da: Uberfolletto a 20:34 | link | commenti (3)

Il caldo di questi giorni mi deve aver dato alla testa. Già catalogare tutti i miei cd è un lavoro folle. Cercare poi di dar loro un voto è un compito apocalittico. Anche perchè prima di votarli voglio ascoltarli con cura.



Il primo scoglio è quello di definire la scala dei voti che attribuirò. Per comodità userò quella di Rateyourmusic. Questa è la prima bozza di rating scale:


0,5 - Bidone Totale

1 - Ma Chi Gliel'ha Fatto Fare?

1,5 - Uno dei Tanti

2 - Iniziamo a Ragionare

2,5 - Piacevole Dischetto

3 - Niente Male!

3,5 - Disco da Consumare

4 - Disco Splendido

4,5 - Capolavoro Assoluto

5 - Disco Assolutamente Perfetto





Dopo aver abbozzato una possibile scala, ho pescato a caso dal mucchio e ho trovato l'ultimo disco in studio degli Eagles, se ci fermiamo allo scorso millennio.








Eagles - The Long Run




Non avevo un gran ricordo di questo disco fino a quando l'ho messo su ieri sera. E' forse il disco che ho snobbato di più del gruppo. Devo però ricredermi. A parte quei suoni che preannunciano l'arrivo degli anni ottanta, e qualche brano davvero poco ispirato, è un disco che si lascia ascoltare con piacevolezza.



The Long Run: Canzone piacevole, forse non ispiratissima, è un tipico pezzo alla Eagles.




I Can't Tell You Why: Se le Boybands fossero esistite a fine anni settanta, avrebbero cantato pezzi come questo, ma senza lo stile che gli Eagles riescono a infonderci. Alla fine è un piccolo classico.



In the City: Finalmente le chitarre si svegliano. Il tocco e la voce di Joe Walsh vengono fuori in quello che è forse uno dei brani migliori del disco.




Eagles - In the City




The Disco Strangler: Si parte con un buon riff, peccato che il brano diventi ripetitivo ed ossessivo.



King of Hollywood: Torniamo a rallentare, lo spirito da Boyband torna fuori. Una ballad niente male, ottime le chitarre di sottofondo.



Heartache Tonight: Ecco il pezzo forte. Guarda caso Henley, Frey e soci lo hanno scritto insieme ad un vecchio marpione del rock: Bob Seger! Chitarre slide, ritornello catchy, una base ritmica che ricorda una buona cavalcata in un canyon. Sicuramente Top 1000.




Eagles - Heartache Tonight


Those Shoes: Pezzo veramente particolare. Forse il più moderno dell'album. La linea di basso è spettacolare, gli effetti di voce, chitarra e talkbox veramente strani.


Teenage Jail: Per come questa canzone inizia lenta e per come la voce si trascina, potrei quasi paragonarli ai Black Sabbath del West. Country Doom?


The Greeks Don't Want No Freaks: Piccola chicca Rock'n'Roll. Forse uno scherzo, rimane uno dei brani più divertenti e ballabili del disco. E c'è anche Jimmy Buffett.


The Sad Cafe: Una canzone malinconica a chiudere la storia di un gruppo che era diventato leggenda. L'assolo di Sax Alto sembra voler celebrare la morte di un mito.



In prima battuta il voto che volevo dare a questo disco era un 2 stelle. Questa mattina, dopo averlo ascoltato in macchina lo avevo portato a 2,5. Dopo un altro ascolto chiudo con un bel 3.



Eagles - The Long Run - 3

Postato da: Uberfolletto a 09:44 | link | commenti (2)

giovedì, 03 luglio 2008
Musica Allucinogena

Viste le numerosissime visite di curiosi in cerca della verità sulla musica allucinogena, ho deciso di documentarmi un po'.


 


Tutto nasce da un folle progetto chiamato I-Doser. Droga da ascoltare, o qualcosa di simile. Insomma, non ti devi bucare, nessun rospo da leccare, nulla da dover sniffare o fumare. Metti su l'IPod e lo sballo inizia. Tutto si basa su alcune frequenze che dovrebbero sincronizzare le onde celebrali dell'ascoltatore, inducendolo in stati simili a quelli raggiungibili con l'uso di altre sostanze.


Per ora ho solo dato uno sguardo al loro sito. A me suona un po' di bufala acchiappa dollari, ma non si sa mai. La razza umana ha dato prova di trovare lo sballo nelle cose più strane.



Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Owsley Stanley, aka Bear, l'uomo che ha prodotto da solo tutto l'acido necessario a sballare l'intera Summer of Love nel lontano 1967. Lo avevano chiamato Mago Alchemico. Hendrix, che aveva scoperto la potenza dell'Owsley Purple la sera in cui bruciò la sua chitarra al Monterey Pop Festival, lo chiamava durante le registrazioni della Day Tripper degli Scarafaggi: cercatevi le BBC Sessions del 1967 e durante l'assolo di questo brano lo sentirete dire chiaramente: "Oh Owsley, can you hear me now?".



Stanley "Bear" Owsley


Tecnico del suono dei Grateful Dead, diede una spinta così forte al mondo della musica da cambiare il modo di suonare e di registrare di un'intera generazione di musicisti. Ma questa è un'altra storia. Oggi parliamo di sballo. Beh, questo baffuto signore, quel giorno del 1967 in cui gli Stati Uniti dichiararono l'LSD sostanza illegale, venne arrestato per il possesso di 350'000 dosi di Acidi, e riuscì pure a dire che erano per uso personale (al ritmo di 10 al giorno ne avrebbe avute per quasi cent'anni).


Pensate se quest'uomo avesse scoperto un modo di diffondere lo sballo con la musica. Forse i miei mille album dei Grateful Dead ora sarebbero illegali, ed io verrei arrestato per possesso di musica illegale.


E cosa succederà se si dimostrerà che questi suoni sballano davvero? Scaricherò una canzone di Charles Aznavour per mia madre e me la vedrò in palla sul divano di casa? Oppure potrò iniziare a stordire le fragili menti dei miei clienti riempiendo il mio negozio di musica acida? Già lo faccio con quella dei Jefferson Airplanes e dei Quicksilver Messenger Service, ma sembra non avere effetto.


Oppure mi collegherò al sito dell'I-Doser e comprerò questo pacchetto di Mp3 dagli ammiccanti titoli: Cocaine, Peyote, Marijuana, Ecstasy.


Oppure ancor meglio First Love o Orgasm. Il sogno della Nannini è quello di vivere attraverso la sua musica un orgasmo collettivo con il suo pubblico? Basta che introduca dei Samples come questi ed il gioco è fatto :)

Postato da: Uberfolletto a 10:20 | link | commenti (7)

mercoledì, 02 luglio 2008
Canzoni che ritornano dagli anni 90!

Oggi il mio scatolone degli usati mi ha regalato un disco di cui mi ero completamente dimenticato. E pensare che nel '94 avevo consumato la cassettina.



Terrorvision - How to Make Friends and Influence People


 



Alice, What's the Matter?



Oblivion

Postato da: Uberfolletto a 14:43 | link | commenti (1)

martedì, 24 giugno 2008
Il Folletto è Andato a Male!

Ma come è possibile? Come fa ad ascoltare quella musicaccia? E pensare che credevo che di musica ne sapesse! Ed invece ascolta quella robaccia di ultima categoria. Boh, gli sarà andatato il cervello in pappa, o forse avrà perso ogni giudizio critico.



Ed invece, che ci crediate oppure no, penso proprio sia un bel disco. Di cosa sto parlando? Non avete riconosciuto il faccione qui sopra? Se non ci siete riusciti vuol dire che i vostri gusti non sono ancora degenerati del tutto.


Il disco in questione è Shock Value, l'ultimo lavoro di Timbaland. Mi è capitato tra le mani qualche giorno fa dal cestone degli usati. Eppure era ancora lì bello, incelofanato. Fatto sta che lo prendo, arrivo in negozio, lo rippo sul mio hard disk ascoltando un paio di tracce a caso e me lo dimentico fino a ieri sera. Pescato a caso dal mucchio lo metto nell'autoradio ed inizio ad ascoltarlo con attenzione. Il disco scorre piacevole a metà strada fra Ipop e Arrenbì.





 Non c'è canzone che non abbia un featuring, e non  sono nomi da poco. Nessun big però vuole fare da padrone anzi, si piega al volere ed allo stille di Mastro Timbalando. Sentirete passare Nelly Furtado, Justin Timberlake, Dr. Dre, 50 Cents, The Hives, Elton John, Mari J Blige e molti altri, a cantare la parte che lui ha trovato per loro.



Timbaland - Oh Timbaland


 



Timbaland - Scream


 



TImbaland ft Dr. Dre & Mary J. Blige - Bounce (fake video)

Postato da: Uberfolletto a 09:48 | link | commenti (4)

giovedì, 19 giugno 2008
Dimenticato?

No, non mi sono dimenticato di voi. E nemmeno ho smesso di ascoltare buona musica. Diciamo che è un periodo in cui le cose da fare sono tante e la testa sempre meno.



Che dire? Ho visto un John Fogerty che non vuole saperne di avere più di sessant'anni correre a destra e sinistra su un palco che gli va un po' stretto, e cantare quelle canzoni che hanno fatto la storia del rock ormai quarant'anni fa. Un bel concerto anche se gli anni sono passati pure per lui. E a tutti quei gruppi che si sentono chissà chi dopo aver fatto un paio di album, non posso che far notare che questo signore in meno di tre anni ha scritto così tante pietre miliari da riempirci sei dischi interi, ed il concerto ne è stata dimostrazione. A quanti può capitare di suonare per due ore un pezzo bomba dopo l'altro? A parte un paio di brani dell'ultimo album il nostro vecchio ha sfoderato solo pezzi colossali, e sembrava non volersi fermare mai.



John Fogerty - Bad Moon Rising Live in Milano 2008


Poi è stato il turno dei Rage Against the Machine a Modena. Viaggio interminabile, mangiata di lusso in una trattoria, poi i Linea 77 che hanno fatto capire a tutti quanto siano in gamba.



Linea 77 - Mostri Live in Modena 2008


Bravi i Rage Against the Machine. Forse un po' ripetitivi e forse non sono più il ragazzo di una volta. Ma loro sono sempre grandiosi.



Rage Against the Machine - Killing in the Name Of Live in Modena 2008

Postato da: Uberfolletto a 13:10 | link | commenti (11)




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